Il Berretto a Sonagli - di Luigi Pirandello  

Venerdì 28 febbraio, alle 21.00, in Auditorium, è in programma il primo appuntamento con la nuova rassegna teatrale aresina "Teatro in Città", promossa dal Comune di Arese. La Compagnia Teatrale Aresina mette in scena "Il Berretto a Sonagli" di Luigi Pirandello, uno dei classici pirandelliani che ha avuto maggiore fortuna.
 

Ecco una sintesi dell'opera:
 
La commedia “Il Berretto a Sonagli” scritta nel 1918, dopo alcune rappresentazioni in dialetto siciliano, debuttò in lingua italiana nel 1928 ad opera dell'autore e di Marta Abba. La commedia, come accade spesso con i lavori di Pirandello, è tratta da due sue novelle La verità e Certi obblighi.
 
Il berretto a sonagli è il berretto del buffone, il copricapo della vergogna ostentato davanti a tutti.
 
La storia si svolge in un salotto borghese della Sicilia agli inizi del ‘900.
 
Beatrice, moglie del cavalier Fiorica, è rosa dalla gelosia  dopo aver appreso che il marito la tradisce con la moglie di Ciampa, segretario e scrivano a loro servizio. Disposta ad arrivare fino allo scandalo, pur di avere riconosciuta la sua ragione di moglie, architetta un piano per cogliere i due amanti in flagrante e rendere così pubblico il tradimento.
 
Beatrice, nonostante i consigli di sua madre, la Signora Assunta, quelli del fratello Fifì e della governante Fana, che la scongiurano di desistere dai suoi propositi ed utilizzare calma e diplomazia, va invece avanti nel suo intento fino al “punto di non ritorno”. Il punto in cui, su consiglio di Ciampa, l’unica soluzione percorribile è quella di rinchiudere Beatrice in manicomio. Solo in questo modo si potrà salvare l’onore di tre persone e di due famiglie. La soluzione-vendetta proposta da Ciampa,  viene accolta da tutti come l’unica ormai percorribile. La Signora Assunta per salvare la rispettabilità del genero e della famiglia accetterà di vedere sua figlia in manicomio, così come Fifì, Fana e lo stesso delegato Spanò,  converranno che “nessuno darà mai ragione alle parole di una pazza” e quindi l’onore e la rispettabilità saranno salvi davanti a tutto il paese.
 

Beatrice passerà così da carnefice a vittima. Il manicomio sarà il prezzo che dovrà pagare per aver voluto mettere in piazza la verità. “Non c'è più pazzo al mondo di chi crede d'aver ragione!” dirà Ciampa. “
 


Venerdì 28 febbraio, alle 21.00, vi aspettiamo numerosi in Auditorium. Ingresso libero.
 
 

LUOGO :   Auditorium Aldo Moro, viale Varzi 13
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